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Commentario al Codice 2009

La storia è fatta di eventi, vicende e ricorrenze. Così è anche per il cammino delle infermiere e degli infermieri italiani che, con i Collegi provinciali e la Federazione nazionale dei Collegi IPASVI, hanno costruito nel tempo una grande storia, ricca di vicende ed eventi da ricordare e celebrare.
Nel febbraio del 1999 accadeva un evento rilevante per l’infermieristica italiana: veniva promulgata la legge n. 42 che, abrogando il mansionario, indicava e indica nel codice deontologico uno degli elementi che, con il profilo e gli ordinamenti didattici, definisce il campo proprio di attività dell’infermiere.

Nell’ottobre del 1999, durante il XII Congresso della Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI, veniva presentato e celebrato l’attuale codice deontologico degli infermieri italiani.
Nel febbraio del 2009 si apre il XV Congresso della Federazione nazionale Collegi IPASVI nel cui ambito – 10 anni dopo – viene presentato e celebrato il nuovo Codice deontologico degli Infermieri italiani, frutto di un grande e corale impegno dell’intera compagine professionale.

Sono trascorsi dieci anni ricchi di vicende, di fatti, di ulteriori mete raggiunte e dell’acquisita maturità di un’identità professionale finalmente netta e definita nei suoi contorni.
L’infermiere non è più “l’operatore sanitario” dotato di un diploma abilitante ma il professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica”. Un professionista che, in quanto tale e anche nella sua individualità, assiste la persona e la collettività attraverso l’atto infermieristico inteso come il complesso dei saperi, delle prerogative, delle attività, delle competenze e delle responsabilità dell’infermiere in tutti gli ambiti professionali e nelle diverse situazioni assistenziali.
Una svolta significativa per la professione infermieristica che si delinea con nettezza nel rapporto “infermiere – persona/assistito” che racchiude due soggetti autonomi nella relazione e reciprocamente responsabili del patto assistenziale. Un patto di per sé valido e operante senza mediazioni da parte di altre professionalità e che acquisisce una sua specificità all’interno dei percorsi terapeutici e clinico assistenziali.

Per approfondimenti visita il sito della federazione nazionale.

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